GRAVITY - Gallery MATERIA, Roma - https://www.artsy.net/materia/artist/federico-grandicelli

GRAVITY - 9,81

Platone riteneva la materia pervasa da una dynamis, una energia intrinseca, che spinge il simile ad attrarre il simile; concezione poi ripresa da Aristotele.
Questa “vis cinetica” capace di aggregare i corpi mi ha pian piano portato a riflettere sulla capacita’ di un sistema di adattarsi al cambiamento. Mi interessava trovare un elemento costante che potesse esprimerne i diversi significati, quando fu proprio la parola costante di Gravita’ ad aiutarmi in questa ricerca.
Nella Gravita’ della concezione platonico-aristotelica il movimento si corrompeva da circolare progressivamente fino a diventare rettilineo nella dimensione terrestre. In quest’ambito, alcuni corpi definiti gravi risultano soggetti alla Gravita’ (logos, pneuma, principi armonici).
Da questa interpretazione della fisica, spesso dedotta dalla fisiologia umana, oggetti di peso diverso cadrebbero a velocita’ diverse. E questa interpretazione continuo’ fino a Galileo.

Questo lavoro mostra, attraverso l’utilizzo di materiali differenti, la “matrice fotografia” della Gravita’. Ovvero usare l’oggetto foto come traccia del processo di caduta e l’oggetto materiale come contenitore del concetto di adattamento.
La consistenza di un processo dipende infatti anche dalla capacita’ di autosostenersi e la Gravita’, essendo uno dei principi piu’ anti-intuitivi della fisica, mostra che, facendo cadere corpi di masse differenti nello stesso momento, si puo’ verificare che arrivano ad impattare il suolo contemporaneamente.
Su questo Impatto ho ragionato, interessandomi all’aspetto concettuale del “documentare senza osservare”, possibile in questo caso grazie alla fiducia nella legge che governa la caduta.
Documentando senza osservare sto concettualmente dando una rappresentazione fisico/materiale della costante di Gravita’. Un aspetto che trovo interessante, in quanto utilizzare un materiale per far si che le sue caratteristiche fisiche siano intrinsecamente correlate ad un’idea generatrice e’ di per se affascinante.

La lastra di rame conserva la sua estetica, nonostante la soggetivazione, e cio’ e’ consentito dal fatto che - indipendentemente dal grado di interpretazione – vige un principio di equivalenza tra l’immagine come oggetto e l’oggetto come immagine, tra la matrice fotografia e il significante dell’oggetto che subisce la caduta.

Questa “azione a distanza” diventa atto generatore dell’intero processo. Lo spazio/galleria si fa materia in oggetto e materia stessa del documentare. La gravita’ trasforma lo spazio in materia diventando quell’elemento amalgamante del concetto di adattamento che era per l’appunto il punto di partenza di questa ricerca.